Forse non tutti sanno che Yerba Buena era il nome originario della città di San Francisco. Furono gli Indiani d’America a stabilirsi per la prima volta in questo luogo e non per caso,  Yerba Buena significa infatti “erba buona”. Questa pianta aromatica, tanto apprezzata dagli Indiani, cresceva nell’area dove oggi sorge la missione di San Francesco di Assisi o Mission Dolores, il nucleo originario della città di San Francisco. Il nome comune Yerba buena, usato sia in inglese sia in spagnolo, era una forma alternativa dell’espressione spagnola hierba buena (“erba buona”).

Il nome Yerba Buena viene citato per la prima volta nel diario di George Vancouver, che nel 1792 attraccò con la sua nave, HMS Discovery, nella Baia di San Francisco «circa una lega sotto il presidio in un luogo che chiamano Yerba Buena». Il nome indicava poi l’agglomerato urbano situato all’estremità nord-orientale della penisola di San Francisco, tra il Presidio e la missione di San Francisco. Nato originariamente come postazione commerciale per le navi che visitavano la Baia di San Francisco, l’insediamento riprese lo stile spagnolo e si estese intorno a una piazza che ancora oggi è conosciuta come Portsmouth Square. La cittadina conservò il nome Yerba Buena sia quando faceva parte della provincia della California spagnola nel Vicereame della Nuova Spagna, sia quando, dopo la proclamazione dell’indipendenza del Messico dalla Spagna nel 1821, entrò a far parte dello Stato dell’Alta California. Con la Guerra messicano-statunitense e il trattato di Guadalupe Hidalgo del 1848, la California divenne un territorio degli Stati Uniti d’America e la città prese definitivamente il nome di San Francisco.

Yerba Buena

Andy Warhol al SFMOMA —“From A to B and Back Again

Dal 19 maggio al 2 settembre 2019

Pochi artisti americani sono onnipresenti e popolari come Andy Warhol (1928-1987). Attraverso la sua personalità eclettica e la volontà di sperimentare tecniche artistiche non tradizionali, Warhol ha compreso il crescente potere delle immagini nella vita contemporanea e ha contribuito a espandere il ruolo dell’artista nella società. Questa mostra – la prima retrospettiva di Warhol organizzata negli Stati Uniti dal 1989 – riconsidera il lavoro di uno dei più fantasiosi, influenti e importanti artisti americani. Dietro al glamour delle creazioni di Warhol c’è un profondo coinvolgimento con le questioni sociali del suo tempo, ancora oggi attuali. L’esposizione si estende su tre piani del SFMOMA e comprende una dozzina di opere mai viste prima. E’ il frutto di numerose ricerche, studi e una vasta gamma di nuovi materiali venuti alla luce dopo la prematura scomparsa dell’artista nel 1987. La mostra accompagna il visitatore alla scoperta del Warhol del 21° secolo, un artista molto più completo e complesso del Warhol che abbiamo conosciuto finora.

Dogpatch

Vecchi edifici in via di ristrutturazione, loft con vista mare, magazzini sullo sfondo, tanti lavori in corso e una vivace vita culturale e mondana: questa l’atmosfera che si respira a Dogpatch, il nuovo     quartiere cool di San Francisco. E’ proprio qui che si sono spostati artisti, designer, pittori e creativi, anche grazie ai prezzi più vantaggiosi rispetto ad altre zone della città. Nuovi atelier, gallerie d’arte, locali alla moda e sale da concerto stanno aprendo uno dopo l’altro; il quartiere è stato capace di reinventare gli spazi rimasti inutilizzati di fabbriche, magazzini e cantieri navali abbandonati, ospitando la nuova creatività californiana. E anche la gastronomia ha un ruolo di tutto rispetto a Dogaptch: numerosi i nuovi ristoranti slow food, con l’utilizzo di ingredienti bio, e un design innovativo.

A Dogpacth stiamo assistendo ad una vera e propria rinascita culturale di San Francisco, risvegliata da nuovi progetti architettonici e iniziative artistiche. Situato ai piedi della collina di Potrero, il vecchio polo industriale, ora riqualificato, si è trasformato in un mosaico di spazi dedicati all’arte, bar alla moda, negozi indipendenti. Tra questi il Minnesota Street Project: ospita gallerie d’arte all’interno di un’architettura industriale ridisegnata dalla Mark Jensen, dove ogni artista espone le proprie opere, organizza corsi ed eventi. Di fronte, una caffetteria super cool, rigorosamente cablata dove l’età media è trent’anni e dove le prese per i PC sono di più dei panini in esposizione. Da non perdere anche Hunt Projects con atelier di arte e scultura che riunisce fotografi, illustratori, scrittori e designer che espongono in colorati negozi monomarca: da Bryr Clogs, che fa gli zoccoli a mano, a Baggu, che produce borse. Anche il Museum of Craft and Design ha trovato casa a Dogpatch, all’interno dell’American Industrial Center: la sede di 750 metri quadri del museo accoglie spazi espositivi, negozi, uffici e laboratori. Non possiede una propria collezione permanente, ma promuove design e artigianato contemporaneo con mostre, conferenze, seminari, eventi.

Yerba Buena

Forse non tutti sanno che Yerba Buena era il nome originario della città di San Francisco. Furono gli Indiani d’America a stabilirsi per la prima volta in questo luogo e non per caso,  Yerba Buena significa infatti “erba buona”. Questa pianta aromatica, tanto apprezzata dagli Indiani, cresceva nell’area dove oggi sorge la missione di San Francesco di Assisi o Mission Dolores, il nucleo originario della città di San Francisco. Il nome comune Yerba buena, usato sia in inglese sia in spagnolo, era una forma alternativa dell’espressione spagnola hierba buena (“erba buona”).

Il nome Yerba Buena viene citato per la prima volta nel diario di George Vancouver, che nel 1792 attraccò con la sua nave, HMS Discovery, nella Baia di San Francisco «circa una lega sotto il presidio in un luogo che chiamano Yerba Buena». Il nome indicava poi l’agglomerato urbano situato all’estremità nord-orientale della penisola di San Francisco, tra il Presidio e la missione di San Francisco. Nato originariamente come postazione commerciale per le navi che visitavano la Baia di San Francisco, l’insediamento riprese lo stile spagnolo e si estese intorno a una piazza che ancora oggi è conosciuta come Portsmouth Square. La cittadina conservò il nome Yerba Buena sia quando faceva parte della provincia della California spagnola nel Vicereame della Nuova Spagna, sia quando, dopo la proclamazione dell’indipendenza del Messico dalla Spagna nel 1821, entrò a far parte dello Stato dell’Alta California. Con la Guerra messicano-statunitense e il trattato di Guadalupe Hidalgo del 1848, la California divenne un territorio degli Stati Uniti d’America e la città prese definitivamente il nome di San Francisco.

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